lunedì 18 settembre 2017

La pizza? Te la consegna un'auto senza pilota


Quando vivevo a Milano vi erano delle pizzerie gestite da egiziani, molto in voga, che avevano diffuso la voce secondo cui la pizza è stata inventata all'ombra delle piramidi. Al momento non discussi, intento ad assaporare quelle prelibatezze, non avendo nemmeno lo smartphone per controllare, come sto facendo ora. Bè, lo sapete, la storia moderna dice che l'hanno inventata gli amici napoletani. Ma non è questo l'argomento del giorno.

Anni fa era scoppiata la moda dei pizza-boy, ragazzi con un motorino attrezzato al trasporto a domicilio del suddetto pasto, magari con un piccolo supplemento sul prezzo. Oggi se ne vedono meno in giro, ma l'idea continua ad essere valida, almeno nei meridiani statunitensi. Domino's Pizza (la seconda più grande catena americana del settore) e la Ford stanno lanciando una collaborazione per comprendere il ruolo che i veicoli a guida autonoma possono svolgere nella consegna della pizza. Oltre alla indispensabile messa a punto tecnologica, alcuni test verranno condotti per analizzare le reazioni dei clienti, ossia come potrebbero interagire con un tale veicolo fuori dalla porta di casa propria.

La auto a guida autonoma procedono spedite nello sviluppo e nei test. Alcuni modelli sono già in produzione: ad esempio in Svezia entro la fine dell'anno 100 clienti dovrebbero ricevere veicoli Volvo con autopilota, per il primo progetto di guida autonoma su larga scala. Nel caso della pizza però le Ford non trasporteranno persone. Meglio, saranno auto con tutte le caratteristiche per muoversi in autonomia, per esempio con l'autista, ormai solo passeggero che legge il giornale durante la marcia, ma attrezzate con uno speciale contenitore per pizze, denominato Heatwave Compartment e sviluppato dalla Domino sulla base di una esperienza di alcuni anni fa.

Ford, come Volvo e diverse altre case costruttrici, avanzano con i loro progetti di macchine con autopilota, affiancandone un'analisi commerciale per comprendere le opportunità di business, sia per le persone che le merci. La partnership con Domino permetterà però di umanizzare il prodotto: entrambi sono infatti focalizzati sull'esperienza del cliente, perché, a detta dei due CEO, "il futuro percorso dai veicoli intelligenti deve migliorare la qualità della vita delle persone". E' stata scelta la Ford modello Fusion Hybrid, non presente sul nostro mercato, con il quale a breve i primi clienti di Domino, nella cittadina di Ann Arbor, Michigan, avranno l'opportunità di ricevere a casa il loro ordine. Sul veicolo in fase di sperimentazione saranno presenti ingegneri e ricercatori, per i soli fini dello studio. I clienti che accettano di partecipare potranno monitorare la posizione dell'auto tramite GPS, utilizzando una versione aggiornata di Domino's Tracker, un app già esistente per le consegne tradizionali.

Per i pizza aficionados sarà una rivoluzione importante. Il problema è capire cosa si aspettano da un insolito recapito come questo, dove manca il contatto relazionale con la persona che suona al citofono, lascia i cartoni e prende i soldi. Quest'ultima problematica è la meno importante, dato che il pagamento online risolve tutto, ma la Domino intende approfondire il primo degli aspetti, curando i dettagli, tipo dove parcheggiare l'auto "fantasma", in un posto più comodo possibile per l'utente, e come questo si approprierà delle pizze. Al riguardo stanno pensando a messaggi di testo sullo smartphone, con chiare istruzioni ed una password, magari non troppo complicata, per aprire il contenitore nella macchina.

Con Amazon e simili l'automazione, almeno a livello di magazzino e logistica, ha fatto passi da gigante. Per le consegne di pacchi non troppo grandi ogni tanto si sente parlare di droni speciali, con sperimentazioni qua e là nel mondo. Questa dell'auto a guida autonoma può essere una bella novità. Se i test saranno positivi si potranno recapitare anche altri prodotti, nel qual caso corrieri e spedizionieri si vedranno costretti a prendere adeguate contromisure, magari abbassando i prezzi. Ma è presto per prevederne il successo, specie in un paese come l'Italia, così ostico per molte innovazioni. Uber docet. Intanto, se qualche coraggioso vuole provare l'american pizza, questo il link italiano. Buon appetito!